MARKETING: QUESTO SCONOSCIUTO “ABUSATO”

 

Continuando un po’ sul tema delle professioni “abusate” parliamo di MARKETING.

Tra tutti i Consulenti che conosciamo, quanti dichiarano di occuparsi di MARKETING??

Allora mi sorge spontanea una domanda: ma cosa significa lavorare in questo settore che affascina, significa molto e nulla? Significa svolgere un’analisi attenta dell’azienda e comprendere, con il titolare, le reali necessità del momento.

E quanti tipi di MARKETING esistono…infiniti!

Noi, di RESTARTCONS ci occupiamo di far crescere il fatturato delle aziende, quelle piccole o micro, perché crediamo fermamente nell’imprenditoria italiana che ha un tessuto composto prevalentemente da aziende a conduzione famigliare. Che devono crescere.

Come? Acquisendo più CLIENTI, vendendo più prodotti, rivedendo i prodotti ed il posizionamento che hanno sul mercato. Formando e motivando la rete vendita, se esiste, costruendone una se è il caso. Migliorando il “controllo” tramite software appositi, migliorando il sistema di produzione e di distribuzione delle merci.

Non c’è molto da dire, c’è solo molto da fare, perché le aziende devono tornare a vivere ed a prosperare.

Noi ci occupiamo del prodotto, perché riteniamo che l’immagine aziendale sia semplice se legata al successo. Certo, un bel sito, un company profile sono importanti, ma, davvero è necessario spendere migliaia di euro in questo? Non credo.

Gli investimenti vanno fatti nei settori che sviluppano lavoro: lo sviluppo di nuove zone, l’apertura di nuovi mercati esteri, la comunicazione, che deve essere veloce ed attrattiva, deve catturare l’attenzione.

Di base, questo è il MARKETING, poi possiamo anche divertirci a fare grafici e  proiezioni, ma è il lavoro gestito in modo regolare che premia.

Una breve storia di successo: Mario Berti, produttore di aceto balsamico D.O.P prodotto eccellente ma poco conosciuto. Prezzo da èlite, cosa mancava? Una chiacchierata mirata aveva rivelato che, nonostante le fiere, pochi lo conoscevano. Mancava una reale comunicazione all’esterno.

Pochi e mirati articoli su giornali dedicati a ristoranti e rivenditori di food d’eccellenza ed il gioco è partito. Oggi Mario Berti lavora bene, il suo prodotto è arrivato nei ristoranti di culto, e sta iniziando un’interessante avventura europea. Facile? No, ma lui ha avuto una forza: credeva profondamente nel suo lavoro e ci ha dato fiducia.

#siatecuriosi

 

LAVORO & PASSIONE

Oggi, la mia riflessione è sulle persone che incontro ogni giorno.

Il mio è un lavoro  di consulenza  si, ma di front office, sicuramente il più difficile ed affascinante: incontro il Cliente, lo ascolto, cerco di comprendere la sua necessità nella sua parte umana, perché al di là del ruolo che riveste nella vita lavorativa è una persona che affronta molte difficoltà e poche soddisfazioni.

Un imprenditore è prima di tutto un essere umano, quindi , quando  ascolto  la storia  di chi ha subìto un torto lavorativo, un mancato riconoscimento, ed ha dovuto scegliere a cosa fare fronte  in un certo momento della vita, io sto  parlando con una persona che ha avuto coraggio.

Ed è con questo tipo di visione che mi pongo in ascolto, con rispetto.

Nei giorni scorsi conosco un imprenditore edile, piccolo, di nicchia, svolge un lavoro  particolare, ed è innamorato di quello che fa. Mi racconta la sua professione, mi offre immagini che solo la passione può dare, e mi confessa di avere accumulato alcuni mancati pagamenti perché, in passato, non poteva far fronte a tutto.

Separazione, clienti poco puntuali nei pagamenti, chi non ha questi problemi?

Oggi, mi interpella perché vuole mettersi in regola, desidera pagare ogni debito, rivalutarsi nel lavoro e nella vita ed ampliare l’attività.

Incontrare persone così fa meditare. Mi fa pensare che l’etica esiste ancora, che onore e morale sono valori ancora vivi, e che tutti, veramente tutti, possiamo ricominciare, se lo vogliamo veramente.

Oltre al mio parere professionale, mi sono permessa un suggerimento personale: come gestirei la sua posizione se fosse la mia. Ha sorriso, si è rilassato, ha compreso di non essere di fronte alla solita consulente che guarda le ore lavoro e le mette in conto.

Come procederò nel suo caso, cosa verificherò e cosa si pagherà, ma soprattutto quanto risparmierà e quali nuovi orizzonti lavorativi  potrà incontrare.

So di essere atipica, so di offrire molto di più, ma la passione non si può pubblicizzare, esiste con me, ed esiste per voi.

Esiste per chi ne vuole usufruire con onestà di pensiero, e per chi cerca quel qualcosa in più, che un consulente seduto dietro ad un’austera scrivania non può offrire.

L’immagine è quella che si vede, la professionalità è quella che si offre e si verifica, la  sostanza è sempre oltre.

#siatecuriosi

 

ASCOLTARE L’IMPRESA

Molto spesso, alla fine di un incontro di lavoro, con un imprenditore oppure un professionista, mi sento dire una frase che non mi aspetto: “Lei mi ha ascoltato, ho potuto parlare liberamente”.

Ed ogni volta mi sembra veramente strano! Certo che ascolto, ci mancherebbe altro, ma probabilmente non avviene così regolarmente come io penso.

Quindi, ho fatto un piccolo sondaggio tra le persone che conosco, con cui ho lavorato ed in effetti è veramente così. Pare che i consulenti, impegnati a raccontare ai propri clienti quanto devono pagare, perché la soluzione a questo o quel problema è quella da loro proposta ed altro ancora, non diano un minimo ascolto ai loro clienti che li pagano profumatamente.

L’ascolto, è molto importante, MOLTO!

Quando entro in un’azienda, sono curiosa, ascolto l’aria e non parlo, fino a quando la persona con cui ho l’incontro, non mi ha detto tutto, ma veramente tutto quello che ha nella mente. Con quali sogni ha aperto l’azienda, quali erano i traguardi che si era posto, come sono stati gli inizi: un’avventura, per la maggior parte, una bellissima fatica per altri. Ma tutti, veramente tutti hanno un SOGNO.

Ed è quello che li aiuta nelle giornate più faticose, quando l’ennesimo cliente non paga alla scadenza, quando il fornitore sbaglia l’ordine, insomma, quando gli “girano”.

Alla fine delle mie domande, ho preso tanti appunti ed ho costruito il Van Gogh  dei desideri, ed ora è il mio momento, quello di costruire la tela bianca su cui fissare i punti per realizzare il sogno, il desiderio: progettare il  loro sogno.

Non spedisco mai un preventivo via mail, proprio perchè va spiegato e condiviso. Perché un progetto con un prezzo alla fine, non è un semplice pezzo di carta in RESTART/ , per noi è CONDIVISIONE. Durante l’incontro il progetto può essere variato, il cliente propone le sue idee, costruiamo un abito insieme, ed infine, tutto funziona. I risultati sono sempre molto soddisfacenti.

Lavoro così ed i miei colleghi agiscono nello stesso modo. Se mettiamo così tanta cura nell’ascolto e nell’interpretazione del sogno del nostro cliente, quanta energia metteremo nell’esecuzione del lavoro commissionato?

A voi la risposta 🙂

#siatecuriosi