OREGOLD: REALTA’ ITALIANA VINCENTE

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In un panorama nazionale ed europeo, dove parlare di crescita aziendale e di fatturati positivi sembra difficile, il Financial Times ha selezionato, nel report FT-1000, le mille aziende europee con i tassi di crescita più elevati nel quadriennio 2013-2016 che si sono distinte per le innovazioni delle loro modalità commerciali.

Tra queste la società con sede a Milano: Krysos Srl, titolare del marchio registrato OREGOLD® si è posizionata al 4° posto nella classifica nazionale ed al 126° posto nella graduatoria europea: ottimo risultato.

 Si parla di investimento sicuro quando le performance della società proponente sono ai massimi livelli. Incontro Massimilano Barrotta Admin della società e Giuseppe Lo Bartolo Direttore generale della sede di Milano ed è subito chiara la loro competenza nel settore e la passione che li spinge ad offrire i propri servizi. La loro famiglia opera nell’ambito dell’oro da tre generazioni. Il loro nonno iniziò questa attività, oggi diventata tradizione, alla fine degli anni ‘40.

Il cliente al centro: si può affermare che questa é la politica che domina in azienda. Il cliente viene accompagnato in un percorso personalizzato, che lo fa giungere in piena consapevolezza all’investimento adatto alle sue esigenze con le tutele e le garanzie necessarie e dovute a chi si affida a professionisti seri ed affidabili.

Non è semplice guidare un cliente all’investimento adatto spiega l’amministratore. Spesso non si ha un’idea chiara di cosa significhi investire in oro; è nostro compito rendere l’argomento fruibile, affinché scelgano con tranquillità. Molti dubbi, riguardano, tra gli altri, la qualità dei prodotti su cui poter investire. Per questo motivo abbiamo scelto, aggiunge il Direttore della sede milanese, di lavorare con la più rinomata azienda svizzera produttrice di lingotti d’oro puro, Argor-Heraeus, che offre caratteristiche di anti-contraffazione uniche al mondo sui propri prodotti.

L’oro è il “bene rifugio” per eccellenza: la sua conservazione non genera costi e, nel caso di rivendita con plusvalenza, ha lo stesso trattamento fiscale di un qualunque altro prodotto finanziario. L’oro non ha una scadenza ed il suo valore è riconosciuto internazionalmente. OREGOLD offre inoltre un “Impegno al Riacquisto” riservato ai propri clienti con particolarissime condizioni.

Come si investe in oro? Raccogliere quante più informazioni possibili è il primo passo. OREGOLD riceve i clienti, su appuntamento, nelle sedi di Milano e Roma, in un ambiente elegante e molto riservato. La professionalità dei consulenti fa il resto.

OREGOLD raggiungerà una posizione di vertice europeo entro i prossimi anni tra le aziende  del settore grazie alle importanti innovazioni commerciali, che verranno lanciate sul mercato europeo nei prossimi  mesi. La strada sembra quella giusta.

sito web: https://www.oregoldinvestimentioro.it/

 

BOGOLAND: UN MONDO DI COLORI

Intervista ad Anne Marie Eno Belinga creatrice di BOGOLAND

Incontriamo Anne Marie Eno Belingo al Fuori Salone di Milano quale migliore occasione per un’intervista? Anne Marie è sempre stata una Donna dalle mille idee, ma questa volta è riuscita a stupire.

E’ vero, le creazioni per abbellire la nostra casa sono tante, ma nessuna ha la storia di BOGOLAND.

Colori vivaci, tessuti preziosi, idee semplici abbinabili ad ogni tipo di arredamento, perché BOGOLAND non pretende di riempire uno spazio, ma di rendere solare la nostra abitazione cosi’ come è.

Mi guardo intorno, sinceramente comprerei tutto, ma non sono qui per questo, sono qui per chiedere ad Anne Marie come le arrivata questa illuminazione, perché di questo si è trattato.

La storia inizia in auto a Milano, pensando a come poter mettere a frutto tutte le sue competenze, e la casa è stato il pensiero folgorante. Ma come? Inizia un periodo di ricerca, perché le sue origini la riportano là nei Paesi dove i colori rispecchiano la forza della natura: travolgenti e pieni.

Inizia a scrivere ai suoi contatti sui social, inizia a tessere una tela, nel vero senso del termine e dopo 2 mesi parte per l’Africa, ospitata da Donne sconosciute che la accompagnano dove si tessono i tessuti ed i colori vengono fatti con materie naturali. Tanti sono stati gli ostacoli che ha incontrato Anne Marie ma li ha superati grazie alla rete di Donne conosciute e che tutt’ora stanno collaborando con lei alla realizzazione dei tessuti e dei modelli di BOGOLAND.

Quindi, con un cuscino, una tovaglia, un copriletto, non acquistiamo solo un oggetto, ma una storia meravigliosa ed il lavoro gentile di tante Donne che in Africa, ogni giorno, stanno creando qualcosa di nuovo per noi.

Questa volta, l’uso intelligente dei social ha permesso ad Anne Marie di realizzare il suo progetto, ambizioso e coraggioso come lei.

Vi consiglio l’ascolto del video.

Anne Marie ha una pagina BOGOLAND sui social, potrete trovare tutte le sue creazioni per abbellire la vostra casa e per un’idea regalo unica per i vostri cari

https://www.facebook.com/bogolandesign/

Concetta Andaloro/RESTART ufficio Stampa

 

SILVIA CANDIANI: LA SEMPLICITA’ DI CHI VINCE

Non succede spesso di incontrare Donne arrivate a  posizioni di gestione aziendale molto ambite, quindi ho accolto al volo l’invito alla serata UCID di Monza dove l’ospite era Silvia Candiani, AD di Microsoft Italia.

Semplice e determinata, con un sorriso sincero, si è presentata per quello che è: una Donna che ha conquistato una posizione invidiabile, passo dopo passo, esattamente come tutti i dirigenti di aziende meritocratiche.

Su questo termine potremmo scrivere mari di parole, ma non è l’attuale tema: Microsoft è un’azienda ad impronta americana, non soffre delle intemperanze imprenditoriali di cui le Donne italiane lavoratrici, lamentano. Chi vale e si impegna va avanti e fa carriera, senza distinzione di genere.

Tema cardine dell’incontro l’intelligenza artificiale e le possibili applicazioni, argomento molto dibattuto negli ultimi tempi. Ovviamente la presentazione della D.ssa Candiani è stata tutta al positivo, e non poteva essere diversamente. lndubbiamente la tecnologia ci ha sollevato da molte fatiche, ha permesso la velocizzazione di lavori e processi che fino a pochi anni fa erano piu’ lenti e gravosi, ma che prezzo stiamo pagando per tutto questo progresso?

Questo il tema della maggior parte delle domande a cui la D.ssa Candiani ha dovuto rispondere.

Un pubblico attento, ha ascoltato la posizione di Microsoft sul cloud, il trattamento dei dati sensibili delle aziende clienti, compreso il patto di segretezza e di non commercializzazione dei dati che stringe con le imprese che si affidano ai loro sistemi. Il paragone schiacciante sull’operato di Google ed altri provider, che ben sappiamo gestire in modo commerciale i big data raccolti dalla rete costantemente, non ha fugato tutti i dubbi. L’azienda sottoscrive un accordo di segretezza, ma noi, poveri ed inconsapevoli mortali, mai sapremo in che modo questo accordo viene rispettato.

Questo è il punto: dietro al sistema che noi vediamo sui nostri computer, dietro ai gestionali usati dalle   grandi aziende cosa succede? Mai come in questo periodo, il tema della della privacy, del trattamento dei dati, è presente, ed il pubblico di imprenditori era molto interessato a saperne di piu’.

Le domande sono state incalzanti, piu’ morbide quelle del pubblico piu’ giovane, maggiormente specifiche quelle di chi ha accumulato esperienza e magari qualche problema etico dovuto alla gestione della rete aziendale.

Silvia Candiani ha risposto a tutti con calma esponendo chiaramente i processi assolutamente sicuri di Microsoft, senza mai nominare eventuali concorrenti: complimenti per la professionalità. D’altronde, quando si lavora per un’azienda leader, si ha poco da dimostrare.

Molto interessante, invece, il portale sviluppato  per le Donne che offre la possibilità di un costante aggiornamento delle proprie competenze, strutturato con il Politecnico di Milano

L’ospite della serata, in copertina su Forbes, tra le 100 Donne piu’ influenti d’Italia, non è solo una competente e preparata dirigente, è anche un’attenta osservatrice del mondo del lavoro femminile, fondatrice di Fattore D, dove D sta per Donna.

Mi è sembrato doveroso porre una domanda anche in questo senso: la tecnologia ha aiutato molte Donne a lavorare da casa, facilitando le mamme nell’accudire i figli, la casa e la famiglia, e permettendo a chi vive in zone non troppo servite dai mezzi pubblici, di avere comunque un lavoro dignitoso. In questo momento dove la politica ed il mondo del lavoro dimostrano una poco vivace partecipazione delle Donne, cosa ne facciamo delle quote rosa, sono ancora utili, caso mai lo siano mai state? La risposta è stata un fendente, sinceramente non troppo inaspettato.

La percentuale di Donne laureate in Italia, risponde Silvia Candiani, è superiore a quella degli uomini, quindi supera il 50 % dei laureandi, mentre la percentuale di Donne dirigenti ed impegnate socialmente e politicamente in posti di rilievo rasenta il 20%. Mi chiedo – asserisce – cosa facciano le Donne nel lasso degli anni dopo la laurea, si addormentano? Le quote rosa non sono necessarie. Noi non le abbiamo mai adottate, ma deteniamo una policy aziendale in tal senso. Quando si ravvisa la necessità di nuove risorse, richiedo che le candidature rispettino la suddivisione del 50% tra uomini e Donne. La posizione lavorativa va al piu’ idoneo, senza questioni di genere.

Chi si impegna e dimostra di valere ottiene risultati, ed è l’unica strada.

Quindi, parliamo di impegno e competitività: competitivi sempre, senza eccessi, consapevoli che per ogni progetto bisogna avere un piano B ed anche uno C, e che si puo’ fallire e riprovare, sempre.

Su questa frase reale e semplice, che vale piu’ di mille motivazioni, chiudiamo un’interessante incontro.

Buon lavoro Silvia, da tutte noi

Concetta Andaloro

 

 

 

 

LO SCRITTORE DELL’ANIMA

 

Pino Cangemi, ci incontriamo  nelle sede del gruppo che guida da anni. Incontro un uomo con lo sguardo dolce,  molto accogliete, ed un sorriso che va oltre mille parole.  Un uomo poliedrico, dai mille interessi, ma con uno scopo che parte dal cuore: portare la Luce a coloro che vorranno ascoltare.

Sembra scontato parlare di amore, siamo in un’epoca dove ogni alito di vento è mosso dal pensiero positivo, contrapponendosi ad un momento sociale difficile, e forse ci sta, forse è giunto il momento di scalfire le coscienze, come afferma Pino. Ha avuto un Maestro di cui parla spesso, che ha smontato tutte le sue emotività inutili con cui noi umani ci muoviamo nel mondo, il suo compito è  fare altrettanto con tutti noi. Un compito veramente difficile.

Ammette di fare molta fatica, incontra gente da anni, spiegando ovunque i simbolismi, le interpretazioni degli anni di studio condivisi con il gruppo, ed ogni volta comprende la fatica che ha fatto chi ha iniziato questa opera prima di lui.

Mostrare cio’ che è Luce e cio’ che è Ombra, e far comprendere che non c’è una divisione ma una compenetrazione: l’uno non puo’ coesistere senza l’altra.

La Fratellanza Essenica dei Pari, che, riprendo dal loro sito: è un gruppo esoterico-scientifico a cui interessa lo studio di “tutte” le tradizioni antiche e/o anche religiose col solo obbiettivo di conoscere e scandagliare lo spirito umano con “scienza, coscienza e conoscenza”.

Da qui il suo racconto della vita giovanile: la passione per la musica, il conservatorio, il successo come musicista e l’incontro con il Maestro che a 19 anni ha cambiato la sua vita. Gli ha fatto capire il motivo reale per cui siamo su questa Terra, “nati non foste per viver come bruti” cita durante il nostro incontro.

Pino è un appassionato storico, un’attento studioso di archeologia e dei simbolismi che testimoniano la storia dell’Uomo. Da qui si apre uno scenario fantastico e immenso: simboli ed alchimia, ermetismo  e tantrismo, la storia attraverso le costruzioni antiche che lui stesso visita e su cui ha scritto saggi molto apprezzati. Ma questo è l’aspetto semplice.

E’ difficile tradurre in parole scritte l’emozione di un incontro con un Uomo che nella gestualità, nella semplicità e nella dolcezza di espressione, ricorda qualcun altro che secoli fa ha calcato la nostra terra con gli stessi intenti per dimostrare che esiste una vita oltre le vite, che esistono gli uomini di buona volontà e che tutti noi abbiamo un compito preciso per cui nasciamo e per cui moriremo. E se tale compito non sarà espletato, pazienza, ci dovremo riprovare.

Altro elevato scopo della  Fratellanza Essenica dei Pari è la cura delle persone bisognose di aiuto medico scientifico, quindi, la Fratellanza afferma che “la salute non va pagata” e con loro collaborano medici, e studiosi delle più disparate scienze.

Ma l’uomo medio della società in cui viviamo oggi di cosa ha bisogno? Ha bisogno di scoprire quella parte di sé che è legata l’antica sapienza che ha perso, spogliandosi di tutti quei parametri religiosi, politici ed anche anatomici. Devi svestire tutto e tornare a questa antica sapienza che puo’ darci un nuovo modo di vivere. Dobbiamo tornare in relazione con il macrocosmo perché è urgente la salvaguardia del pianeta. Ecco, mi reputo una persona che puo’ spiegare come si fa, non un Maestro.

Ad una risposta simile è difficile replicare, non resta che continuare a porre domande ed ascoltare. La voglia di far parte di questo gruppo inizia a farsi sentire nel mio animo, ma Pino Cangemi rapisce l’attenzione con molta grazia.Quindi, cosa pensa l’autore dei tanti gruppi new age nascenti: diceva un grande saggio usa quello che vuoi, ma ci deve essere una potenzialità: come tutto anche cio’ che facciamo nel nostro gruppo, deve essere trasceso.

Quindi, cosa fa Pino nel gruppo: noi aiutiamo gratuitamente le persone sofferenti, usando non soltanto scienza fisica ma che la stessa possa dare supporto ad un’altra scienza che è dentro di noi, nei nostri mondi interiori, perché scienza vuol dire cio’ che puo’ essere sperimentato. Per chi ha voglia di sperimentare le potenzialità dei mondi interiori, esse  hanno le stesse leggi del mondo esteriore che ben conosciamo.

Domando: quindi tutto cio’ che scrivi lo hai sperimentato? Si , certo.

Qui mi fermo, non posso togliere l’emozione di ascoltare dall’autore le esperienze che descrive nei suoi libri, in modo particolare ne “La Profezia dei Rosacroce” un romanzo thriller mozzafiato,  dai contenuti densi, che fanno pensare a cosa pochi uomini possono fare per un intero pianeta. Tante domande e tanti dubbi amletici ci possono accompagnare,  ma una cosa è certa: ascoltare Pino Cangemi è una carezza per l’anima.

La presentazione del libro è sabato 10 marzo alle h 16,30 alla Libreria Esoterica in Galleria Unione, 1 Milano, siete tutti invitati e sono certa, che ognuno di noi uscirà con una pizzico di consapevolezza in piu’.

https://www.facebook.com/events/421148571669741/

Concetta Andaloro

UN’AMORE COSI’ GRANDE

CARLO E MARINA

Un amore grande, dichiarato con i gesti, con l’unione costante, con i sorrisi e gli sguardi splendenti in ogni momento. Un sentimento cosi’ ha una fine? Cerchiamo di comprendere quella parte di amore che va oltre la vita e diventa eterno.

Questa splendida canzone di Claudio Villa sembra composta per cantare l’amore che ha unito Marina  e Carlo Ripa di Meana in un lungo, sereno e fortunato matrimonio.

Un unione d’amore, mai nessuna nube e sempre molto uniti su ogni fronte: lotte civili e sociali, politica, apparizioni pubbliche da cui traspariva serenità e complicità.

Dopo 2 mesi dalla scomparsa di Marina, anche Carlo ci lascia. E si crea un  vuoto. Perché quando i depositari di un grande sentimento e di una storia importante abbandonano il palcoscenico della vita, si sente per molto tempo.

In queste righe voglio scoprire con voi l’arcano dell’Amore. E’ vero che se due persone si amano di quel sentimento profondo ed unico, che crea intorno a loro un alone che li protegge un po’ dal mondo circostante, quando una parte della coppia viene meno, per colui che resta, la vita non ha piu’ senso?  Come se un unico cuore non possa vivere senza la sua metà.

Perchè è un po’ questo che si crea: un UNO formato da due persone che diventano parti dello stesso cuore. L’Amore, quando è cosi’ forte e cosi’ unico diventa egoista, diventa una bolla dove la coppia non fa entrare nessuno, nemmeno i figli.

E’ un sentimento potente, grande, spavaldo ed irruente, che brucia la pelle ed arriva allo spirito trasformando le persone in esseri eterni.

Allora è vero che esiste qualcosa oltre la morte, se questo amore puo’ continuare, ma deve essere solo cosi’: intenso, unico ed esclusivo. Ed alla morte di lui o di lei, l’altro non ha piu’ uno scopo nella vita, perché la vita era legata all’altra persona. Pare che per Carlo fosse proprio cosi’: lui ha amato Marina in modo unico ed intenso, dichiarandosi pazzamente innamorato ad ogni occasione.

Alcune scuole di psicologia, in questi casi parlano di dipendenza, in realtà penso che Carlo e Marina, come tutti coloro che vivono sentimenti cosi’ intensi, siano stati molto fortunati. La vita vale la pena viverla al massimo di cio’ che ci possa dare, ed allora perchè accontentarsi di sentimenti tiepidi e di relazioni zoppicanti?

Evviva l’Amore, caldo e potente, che ci fa sentire vivi e costruisce in noi, quel magico senso di eternità. Quell’Amore che toglie il fiato e ritrovi ad ogni sguardo nonostante il tempo che passa, le rughe che avanzano e gli anni che ci cambiano.

Grazie per la lezione d’Amore che avete lasciato, le ultime parole di Marina sono state per Carlo, temeva per la sua delicatezza, temeva che soffrisse troppo. Gli ultimi pensieri di Carlo sono stati il desiderio di riunirsi a lei, una grande lezione di vita che non deve passare inosservata.

Ognuno di noi dovrebbe poter dire: io vivo per…..allora ti chiedo, è cosi’?

Ciao Carlo, ciao Marina

L’EVENTO EDITORIALE DELL’ANNO

Ralph Dugan, un ex monaco benedettino responsabile della grande biblioteca del monastero di Vallombrosa nei pressi di Firenze, dopo aver lasciato la veste torna in America e, grazie alla sua esperienza monastica chino su libri e antichi manoscritti, gli viene assegnata una cattedra di storia e simboli delle antiche civiltà dell’Università di Baltimora, sua città nativa. Viene contattato da Matthew McAllister direttore generale dell’Università di Washington. In seguito ad alcuni lavori di restauro presso la cattedrale di Chartres in Francia vengono rinvenuti manoscritti medioevali che nessuno riesce a tradurre e decriptare. McAllister intende affidare al professore questo compito. Ralph accetta la missione e parte insieme alla sua segretaria Sandra Becker per la Francia. All’interno della cattedrale vive un esperienza di forte connotazione spirituale che lo porta ad avere una visione del Duomo di Monza…….

Cosi’ inizia il libro che sta diventando il thriller dell’anno: La profezia dei Rosacroce. Come nasce questo avvincente giallo esoterico? Incontro lo scrittore, saggista in realtà, Pino Cangemi ed ammette di avere tanto da dire e tanto da dare su temi storici ed esoterici. Amante delle visite nei luoghi in cui avverte un richiamo storico interessante, un giorno nota uno strano simbolo accanto alla porta principale del Duomo di Monza. Lo osserva molto attentamente, il simbolo gli è famigliare, e si reca dalla storica del Comune di Monza.

Le racconta quanto ha osservato e scendono insieme mossi dal fuoco della conoscenza storica. La funzionaria rimane di sasso e chiede a Pino Cangemi di seguirla nell’archivio comunale. Si scopre che quando Matteo da Campione nel 1347 ha costruito la facciata del Duomo di Monza, ha voluto testimoniare il passaggio dei Rosacroce inserendo un simbolo alchemico accanto alla porta principale.

Da qui inizia la storia avvincente e reale che leggerete nelle pagine del libro.

Cosa ha di diverso dai tanti altri romanzi gialli che possiamo trovare in libreria? E’ un reale viaggio compiuto dall’autore in diversi momenti, in posti reali con reali ritrovamenti. Leggendolo, ognuno di noi puo’ andare negli stessi luoghi e riprovare le emozioni descritte dai personaggi.

Quindi, partendo da casa nostra, ci ritroveremo in Germania, in Francia ed in Spagna, in luoghi impensati ed anonimi, che potremmo guardare con occhi diversi perché un romanzo esperenziale è cultura.

Il mondo della storia antica è un qualcosa che appartiene al nostro DNA, con piacere si notano risvegli di interesse nelle persone. Per questo ed altri motivi Pino Cangemi conduce un gruppo molto interessante.  Il fatto certo è che noi percorriamo una vita che ci porta a vivere momenti impersonali. Per chi fa la scelta di condurre un gruppo con tematiche cosi’ difficili quale è la spinta? Dare a tutti una possibilità di conoscenza? Condividere storia ed esoterismo per crescere nella consapevolezza oppure imparare ad occuparsi degli altri in modo totalmente disinteressato?  L’intervista con Pino Cangemi continua e noi avremo altri appuntamenti su queste pagine, in cui vi raccontero’ una storia inimmaginabile.

Penso di sapere dove passero’ le mie prossime vacanze. Nel frattempo, ci vediamo alla presentazione “La profezia dei Rosacroce”

https://www.facebook.com/events/421148571669741/

Vi aspettiamo

FERMARSI SI PUO’, E POI….RESTART!

 

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Anche nella vita professionale è utile fermarsi e fare un bilancio di cio’ che sto facendo e di dove sto andando. Mi piace e mi soddisfa? Lo sforzo che compio è utile oppure è troppo elevato per me in questo momento? Se tante sono le domande che restano senza una risposta è saggio fermarsi un attimo e parlare con qualcuno che mi faccia da specchio senza giudizio, ma solo con l’intenzione di ritrovare la strada giusta.

Chi di noi non si è fermato un momento nella propria vita? Non conto le mani alzate ma sono felice di non essere l’unica imprenditrice ad aver avuto il bisogno di fare una pausa meditativa. E che male c’é?

Fermarsi significa prendere consapevolezza di un nostro stato di bisogno di chiarezza nella nostra attività e nel nostro privato.

La vita che viviamo non è separata in compartimenti stagni, le emotività lavorative ci seguono quando siamo con gli amici, in palestra, con la nostra famiglia, ed a meno che noi non siamo cosi’ bravi con la meditazione o con la pratica dello yoga, le ritroviamo anche durante il sonno.

Perché? Perché e’ vita!

Viviamo la nostra professione  come un qualcosa che abbiamo creato noi e come tale fa “parte della famiglia”. Avete notato che anche nel weekend o in vacanza il nostro cellulare non tace mai? Questa è la prova piu’ lampante: il nostro lavoro è parte di noi.

Come tale influisce sui nostri comportamenti e sulla nostra sfera emotiva. Alzi la mano chi di noi è arrivato a casa con le p….  girate ed ha discusso con il coniuge per un nonnulla? Anche qui non conto le mani alzate, quindi la novità è che siamo splendidi esseri umani e come tali possiamo anche permetterci di raggiungere un punto di non ritorno e doverci fermare.

Questo è successo anche a me, ed ora RESTART!!

Ho riflettuto un po’ sulla soddisfazione che avevo negli ultimi tempi nell’offrire i servizi di RESTART, sulla concorrenza piu’ o meno etica di cui siamo circondati ed ho deciso di agire compiendo la scelta piu’ difficile, come sempre: cambiare e partire alla ricerca di qualcosa che ancora non c’è: il servizio perfetto.

L’imprenditore come tale, non è sempre pienamente cosciente degli errori che commette, nemmeno quando si trova a pagarne le conseguenze. La colpa è di altri, delle circostanze e della crisi. Non è nostro il giudizio, a me compete il bellissimo compito di aiutare l’imprenditore ed i suoi collaboratori in un percorso di consapevolezza.

Già, anche i collaboratori, perché l’ambiente professionale è una famiglia, dove tutti, ma proprio tutti, devono essere in accordo, nessuna ruggine e nessun dubbio sui colleghi, i veleni sono la prima causa di fallimento delle piccole imprese, ma anche di quelle maggiormente strutturate.

Quante volte hai letto di casi di lotte intestine per fatti di poco conto, alla base di grandi perdite? Tante. Avere la consapevolezza che la tua azienda lavori in serena armonia è il primo passo verso il successo.

Altra domanda: i consulenti che stai incontrato, ti ascoltano oppure ti parlano delle loro soluzioni per i tuoi problemi? Ecco, qui sta il punto.

Chi non ti ascolta non puo’ essere di nessuno aiuto. Noi partiamo da qui. Pensaci!

#NOICISIAMO

SICUREZZA ED INTELLIGENCE: UN PAESE ALLO SBARAGLIO

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Ricevo e leggo un documento che mette i brividi già dalle prime righe:

Comando Generale Arma Carabinieri

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Ennesima giornata della vergogna.

Un brigadiere dei Carabinieri di 50 anni alla mercè di criminali che sventolando la bandiera della pace, alimentano violenza pestandolo senza alcuna pietà.

10 Carabinieri contro 400 scalmanati ed una pianificazione dei servizi che non ha giustificazione dinanzi al fallimento organizzativo del Ministero degli Interni. Il tutto aggiunto all’ipocrisia di affermare che tutto è andato per il meglio. L’incontrollata collettiva aggressione violenta sul Carabiniere non è motivo di soddisfazione ma di disorganizzazione per come accaduto.  Ministri che condannano alla gogna un Carabiniere per una bandiera ritenuta nazista e che nulla hanno fatto nel concreto per garantire la sicurezza dell’operatore. (continua)…..

 Come cittadina mi sento scoperta ed indifesa, dubbi e  domande girano nella mia mente. Se il Consiglio Centrale di Rappresentanza dei Carabinieri rende noto un documento di denuncia cosi’ chiaro e pesante, indicando fatti e persone, firmato nominalmente, la situazione è allo stremo.

L’Italia è un Paese allo sbando per molti motivi, ma fino ad oggi, abbiamo avuto l’insana illusione che le maglie dell’intelligence ci abbiano salvato da attentati e pericoli di varia natura: pur avendo localizzato molti possibili attentatori e parecchi carichi di armi di dubbia provenienza, da noi l’allerta è alta ma nulla è successo.

E noi, illusi ed inconsapevoli cittadini,  continuiamo la nostra vita lamentandoci delle poche auto di Polizia e Carabinieri in servizio, non vogliamo l’esercito in città e se durante una manifestazione un esponente dell’ordine pubblico reagisce, lui è colpevole. Ma perché?

Chi vive nelle grandi città, ma nei piccoli centri non è molto diverso, si è visto sottrarre pezzi di territorio dall’arrivo di masse straniere che in un modo o nell’altro oggi rappresentano il numero piu’ importante di partite IVA aperte negli ultimi 3 anni. Esercito di poveri, oggi benestanti a cui si sono aggiunti profughi senza identità di ogni Paese. A Milano, interi quartieri sono abitati quasi esclusivamente da stranieri, la malavita prospera e noi non abbiamo fatto niente. Non solo: ci lamentiamo. Abbiamo permesso che la città ci fosse deliberatamente tolta dalle mani, abbiamo permesso che associazioni straniere facessero valere i diritti degli immigrati al di sopra dei diritti degli italiani, ma non vogliamo la polizia in borghese, perché devono identificarsi, ma per chi?  Non diamo la colpa sempre e solo alla politica, dimenticandoci che a votare andiamo noi.

Il documento continua con la denuncia dei tanti nostri caduti a Nassiryia: 10, 100,1000 Nassyria è uno slogan offensivo, come offensivi sono i continui tagli alla Sicurezza che gli ultimi governi hanno proposto ed attuato. Come pensano di poter difendere il nostro Paese? Winston Churchill affermava che la qualità di vita di un Paese si misura da tre indicatori: Istruzione, Sicurezza e Sanità. Sono i tre temi in cui i tagli si susseguono continui. Un popolo non prospera senza ottima istruzione, una buona sanità ed un alto indice di sicurezza.

I nostri militari sono costretti a lavorare in condizioni improbabili, molto spesso loro stessi pagano carburante per le auto, materiali per ufficio e forse anche qualche mezzo di difesa, e questa situazione si ripete da molti anni, ma nessuno di noi si è mai posto una domanda: quanto guadagna un addetto alle Forze Armate o Polizia  in pattuglia notturna?

Un documento dell’Aran, conferma che lo stipendio degli addetti al comparto Difesa e Sicurezza Italiana è il piu’ basso d’Europa. Un allievo percepisce € 800 al mese per arrivare dopo 10 anni, a circa € 1.400 al mese.

Nessun vitalizio per la famiglia in caso di morte o di invalidità permanente, nessuna assicurazione e nessuna copertura sanitaria particolare. Ma ogni volta che uno di loro esce in servizio non ha la certezza di rientrare in caserma.

Questa è la realtà, e già solo per questo meritano maggiore rispetto e maggiore collaborazione da parte dei cittadini e della classe politica del nostro Paese.

Perché solo se le Forze dell’Ordine saranno libere di espletare le loro funzioni al meglio delle loro possibilità, noi potremmo vivere veramente piu’ tranquilli. Quindi, da queste mie righe io dico basta! Basta ai manifestanti che attaccano le Forze dell’Ordine ben sapendo che loro stanno solo ubbidendo ad ordini ben precisi, basta ai cittadini che si lamentano perché è la Polizia che assiste agli sgombri degli alloggi abusivi, basta alla mancanza di rispetto per chi mette a repentaglio la propria vita per pochi spiccioli, per difendere la nostra.

Viviamo un’epoca strana, dove maggior ordine sarebbe solo auspicabile. Ricordiamolo quando andiamo a votare, pensiamo a tutto cio’ che non vorremmo mai soffrire, né subire, consapevoli che non esiste una giustizia su misura per tutti, esiste la giustizia che parte dall’esecuzione di un ordine. E che un ordine ben dato è frutto di un’Intelligence strategica.

Concetta Andaloro

 

ESUBERI BANCARI: LA NUOVA FABBRICA DI DISOCCUPATI

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Il 2018 inizia con notizie incalzanti sulla crisi del sistema bancario e con numeri davvero preoccupanti di persone disoccupate nel prossimo triennio.

Ma vediamo il problema con le cifre e partiamo dall’inizio.

La storia ci racconta che già dai tempi dei Babilonesi, i templi svolgevano attività di “prestatori” dei beni ricevuti in offerta dai fedeli. Con un lungo salto temporale scopriamo che l’attività bancaria cosi’ come è arrivata a noi inizio’ con i Templari. Nonostante la Chiesa avesse proibito il prestito dietro corrispondenza di interessi, gli stessi avevano le fortezze piu’ sicure dell’epoca, dove  pellegrini e Crociati affidavano i loro beni quando partivano per la Terra Santa. Per questi motivi, il Tempio, divento’ il forziere preferito per i Re di Francia. Accanto a questa attività di pura custodia, nacquero i prestatori su pegno, in cui vediamo particolarmente attivi gli Ebrei, favoriti dalle attività commerciali in cui erano coinvolti.

Dalla “Rinascita dell’Anno Mille” nacquero i comuni settentrionali, il nord Italia venne chiamato Lombardia e Lombardi vennero chiamati mercanti ed usurai che si diffusero nell’Europa settentrionale. Il termine “lumbard” ancor oggi indica il prestatore su pegno.

Nota curiosa: una delle strade principali della City di Londra è Lombard Street.

Nel quattrocento nasce la Banca dei Medici con filiali in tutto il mondo commerciale conosciuto e da allora, sommariamente inizia la storia bancaria italiana, fino al novecento dove la banca è quell’istituzione creditizia che in cambio di un deposito in denaro, corrisponde lucrosi interessi, concede prestiti facilmente restituibili ed aiuta piccoli imprenditori a crescere. Questo fino a qualche anno fa.

Il sistema bancario italiano, insieme agli altri sistemi mondiali, è stato pesantemente intaccato dagli interessi di pochi finanzieri, che a suon di titoli tossici ed altre gabole perpetrate negli anni, hanno favorito l’impoverimento del sistema monetario italiano e mondiale. Ma ritorniamo all’argomento principale: nei giorno scorsi i giornali piu’ autorevoli hanno stampato cifre da capogiro sugli esuberi bancari. Quasi 30.000 persone saranno a casa nei prossimi 3 anni, e….cosa faranno? Altro quesito interessante: chi pagherà le loro liquidazioni visto che il sistema bancario non ha denaro?

Luigi Bisignani, in un interessante intervista su Affaritaliani dichiara quanto segue: Babbo Natale negli Usa porterà un grande taglio delle tasse. In Europa invece nuove regole per le banche che manderanno in tilt il sistema. La Commissione presieduta da Casini poteva intervenire per scongiurare questo rischio ma non l’ha fatto. Come se Casini  fosse garanzia di soluzioni italiane, caso mai ne avesse proposta una, è sfuggita a molti di noi! Aggiunge che l’ABI è nel panico perchè sulle banche ricadrà la colpa della mancata revisione (mi chiedo su chi altri?) e scatterà l’obbligo della patrimonializzazione per le banche stesse “Mrel” che assorbirà tutte le risorse bloccando il credito a famiglie ed imprese, strozzando la PMI. Ancora di piu’?!

In questa ottica di povertà assoluta il gruppo Intesa ha accordato 9.000 licenziamenti, Unicredit accelera su esuberi di personale e chiusura di filiali, Deutsche Bank sostituirà il personale con sistemi automatici ed UBI Banca chiude 140 filiali e 1500 esuberi.

Quando solo un anno fa Ennio Doris annunciava un radicale cambiamento del sistema bancario, pochi hanno riflettuto sul vero significato delle sue parole. I grandi aggregatori del web, parlavano velatamente di bitcoin e di sistemi alternativi alla banca come la conosciamo noi. Cosa significa? Che la banca sarà il web.

Amazon sta già finanziando i propri clienti, i sistemi di Google stanno gestendo pagamenti di tutto il mondo, Cashbackworld propone carta, accantonamenti  da global player mondiale da 14 anni e…chi altri? PayPal.

In un’interessante conferenza a cui ho assistito prima di Natale, illustravano i vantaggi di questo sistema: Cashbackworld. Azienda multinazionale, nata per risparmiare sugli acquisti di tutti i giorni, crea un marketing semplice ed efficace per piccole e medie imprese, propone accantonamenti ad alto reddito con un’ottica al futuro veramente interessante. Il tutto basato sugli acquisti della piu’ grande comunity del mondo: il globo stesso!

Quindi, su quali saranno le future “banche” la risposta è ovvia.

Ma le persone in esubero cosa faranno? Chi corrisponderà loro liquidazione e pensione? Il rischio che i sacrifici di tanti anni si annullino sono veramente alti.

Una visione alternativa mi suggerisce che chi lascia il mondo bancario ha competenze utili per suggerire a nuovi clienti nuove forme di accantonamento: bancari… valutate oggi queste opzioni, tra 3 anni potrebbe essere tardi.

Concetta Andaloro

 

Ciao Marina…..

 

marina

E’ vero, il blog di RESTART è dedicato ad argomenti appartenenti al  mondo impresa, ma a volte, ho fatto uno strappo alla regola per alcuni fatti eclatanti che meritavano una voce.

Oggi è morta MARINA RIPA DI MEANA questo addio non puo’ passare inosservato, oggi la saluto dedicando a Lei un pensiero.

Una Donna molto chiacchierata, con un carattere forte,  ha provato ad insegnare alle Donne come usare il proprio corpo, per sé stesse e non per gli altri, per essere e non per apparire.

Noi abbiamo un dono, la nostra femminilità, e lo sprechiamo in mille occasioni. Lei ci ha giocato per divertimento, per ridicolizzare gli uomini nel loro essere maschi, per le lotte animaliste, per le dichiarazioni anti violenza e per ogni occasione in cui un corpo poteva essere un messaggio forte.

Lei lo ha usato per dare piacere a sé stessa in ogni senso.

Ed ha scandalizzato!! Ma è stata tra le prime a condannare il nudo nelle pubblicità, è stata Lei ad esortare le Donne ad essere libere ma concrete. A desiderare ed a pretendere quello che per loro è giusto, a desiderare e prendere.

Una vita non tranquilla, ma chi la vuole una vita tranquilla?

La vita lei l’ha presa a morsi, l’ha chiusa tra le mani e l’ha usata per sé stessa. Ha fatto scelte difficili, considerando gli anni in cui ha vissuto la prima parte della sua vita. Non ha rinnegato niente, anzi, ne ha parlato, ne ha scritto. E se un suo libro è diventato un bestseller, I miei primi 40 anni,  non è stato solo perché il pubblico è curioso. Penso che attraverso il suoi racconti, molte di noi hanno vissuto emozioni che non hanno avuto il coraggio di vivere e momenti che hanno sognato per tutta la vita.

La vita!

Per Marina era imperante vivere ogni momento, e quanto è giusto!! Lei sapeva che ogni minuto passato non  ritorna piu’, quindi il coraggio di dichiarare ad un uomo il suo amore ed il desiderio di averlo nel suo letto.

Il coraggio di lasciare un marito blasonato per un artista ed il coraggio di impegnarsi in lotte civili senza mai tirarsi indietro. Sia nella politica, come nell’arte, ha sempre dichiarato apertamente il suo pensiero, in ogni ambiente. Decisamente coraggiosa!

L’ultima sua dichiarazione la dice lunga sulla sua filosofia di vita: a Pomeriggio 5  si è presentata con una sorta di maschera per i danni provocati da una terapia. “Non mi ha impedito di vivere” ha detto ad una D’Urso un po’ commossa. Non ci sono altre parole.

Ciao Marina…grazie!